Agevolazioni 2020: 

– Dal superammortamento al credito d’imposta

– Ricerca e sviluppo Green e 4.0 Nuovo credito d’imposta

– Formazione 4.0

– la Nuova Sabatini

La Legge di Bilancio 2020, nel destinare nuove risorse alla misura sui finanziamenti agevolati per le PMI che acquistano nuovi macchinari, prevede un aumento del contributo statale per le imprese del Mezzogiorno e per gli acquisti di macchinari che migliorano l’ecosostenibilità.

105 milioni di euro per l’anno 2020

97 milioni per ogni anno dal 2021 al 2024

47 milioni per il 2025

Il 30% di queste risorse è destinata agli investimenti in tecnologie 4

Super e ipermmortamento:

L’acquisto di nuovi macchinari invece che con il superammortamento degli anni scorsi è agevolato con un credito d’imposta: si applica agli investimenti effettuati nel 2020, oppure entro il 30 giugno 2021 a condizione che l’ordine risulti accettato entro il 31 dicembre 2020 con pagamento di almeno il 20%. Stesso discorso per l’ iperammortamento per l’acquisto di macchinari digitali e software, che diventa quindi un credito d’imposta, con le stesse tempistiche sopra esposte.

 Il credito d’imposta è modulato come di seguito.

  • Acquisto macchinari nuovi (sostanzialmente, quelli a cui prima di applicava il superammortamento): al 6% fino a un tetto di 2 milioni di euro.
  • Macchinari innovativi in chiave Industria 4.0 a cui si applicava l’iperammortamento, elencati nell’allegato A della legge 232/2016:  40% fino a 2,5 milioni di euro, 20% da 2,5 a 10 milioni di euro.
  • Software 4.0, elencati nell’allegato B della legge 232/2016: 15% fino a 700mila euro.

Il credito d’imposta si utilizza esclusivamente in compensazione, ripartito in cinque quote annuali di pari importo, oppure in tre quote annuali per i software, non concorre alla formazione del reddito e della base imponibile IRAP. I macchinari devono essere destinati ad apparati produttivi in Italia, con regole precise che impediscono l’applicazione nel caso in cui i beni acquistati vengano successivamente destinati a impianti esteri. Si applica anche agli investimenti effettuati da partite IVA e professionisti.

Ricerca e sviluppo, innovazione green

Nuovo credito d’imposta nel 2020 per investimenti in ricerca e sviluppo, transizione ecologica, innovazione tecnologica 4.0. L’agevolazione sostituisce il precedente credito d’imposta ricerca e sviluppo, prevedendo in realtà aliquote più basse. La norma contiene il dettaglio delle spese agevolate per ognuna delle tre tipologie sopra elencate. Il credito d’imposta è così modulato:

ricerca e sviluppo: 12% fino a 3 milioni di euro.

innovazione tecnologica: 6% fino a 1,5 milioni di euro.

innovazione green: 10% fino a 1,5 milioni di euro.

Anche in questo caso, l’agevolazione è utilizzabile solo in compensazione.

Formazione 4.0

Proroga a tutto il 2020 del credito d’imposta sulla formazione 4.0, così modulato:

piccole imprese: 50% fino a 300mila euro;

medie imprese: 40% fino a 250mila euro;

grandi imprese: 30% fino a 250mila euro.

In tutti i casi, l’agevolazione sale al 60% se la formazione è rivolta a lavoratori appartenenti a categorie svantaggiate. L’utilizzo del credito d’imposta viene slegato dalla contrattazione collettiva di secondo livello.

Agevolazione alle PMI del Sud:

La Nuova Sabatini, prevede un contributo statale che copre gli interessi del prestito, calcolati in via convenzionale. Per gli investimenti ordinari il contributo statale è pari al 2,75%, mentre il contributo per le imprese del Sud modificato dalla manovra dovrebbe arrivare al 5,5%.

Le PMI devono trovarsi in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Gli investimenti digitali sono quelli previsti dal comma 55 della manovra 2017 (legge 232/2016): big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID) e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti. La circolare 15 febbraio 2017 del ministero dello Sviluppo economico contiene il dettaglio di tutti i macchinari digitali e i software agevolabili.

REQUISITI:

 I requisiti aziendali richiesti per accedere ai finanziamenti e ai contributi previsti sono i seguenti:

  • essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, e non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
  • non rientrare tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea;
  • non trovarsi in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà;
  • avere la sede in uno Stato Membro ma provvedere all’apertura di una sede operativa in Italia entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento.
  • I benefici sono accessibili per tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca.

Quali sono i beni strumentali che danno diritto all’agevolazione:

Anche i beni acquistati o acquisiti in leasing devono rispondere a particolari caratteristiche:

  • essere nuovi;
  • devono essere riferiti alle immobilizzazioni materiali per “impianti e macchinari”, “attrezzature industriali e commerciali” e “altri beni” ovvero spese classificabili nell’attivo dello stato patrimoniale alle voci B.II.2, B.II.3 e B.II.4 dell’articolo 2424 del Codice civile, come declamati nel principio contabile n.16 dell’OIC (Organismo italiano di contabilità), nonché a software e tecnologie digitali.

Quali sono i requisiti dei beni:

  • autonomia funzionale dei beni, non è ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito;
  • correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta all’impresa.

Non sono in ogni caso ammissibili le spese relative a terreni e fabbricati, relative a beni usati o rigenerati, nonché riferibili a “immobilizzazioni in corso e acconti”.

Quali sono i passaggi per ottenere il finanziamento:

  • l’impresa presenta alla banca o all’intermediario finanziario, unitamente alla richiesta di finanziamento, la domanda di accesso al contributo ministeriale, secondo le modalità indicate dal MISE;
  • la banca o intermediario finanziario a cui l’impresa si è rivolta verifica la regolarità formale e la completezza della documentazione e trasmette al Ministero richiesta di prenotazione delle risorse relative al contributo;
  • dopo la conferma da parte del Ministero della disponibilità, totale o parziale, delle risorse erariali da destinare al contributo, la banca o l’intermediario può concedere il finanziamento;
  • concesso il finanziamento alla PMI, la banca o l’intermediario comunica con il Ministero dello Sviluppo Economico per portare a termine l’ iter burocratico;
  • la banca o l’intermediario finanziario si impegna a stipulare il contratto di finanziamento con la PMI e ad erogare il finanziamento.
  • Infine, la PMI una volta completato l’investimento è tenuta a compilare in formato digitale ed esclusivamente tramite piattaforma tutta la documentazione relativa agli acquisti effettuati.

 

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